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L'Inail ha aggiornato un documento che raccoglie
informazioni e buone pratiche relative al lavoro al videoterminale. Le misure
di prevenzione, i suggerimenti relativi a software, schermo e postazione di
lavoro.
In questi mesi l'Inail ha prodotto
diversi aggiornamenti di precedenti pubblicazioni sulla sicurezza sul lavoro,
ad esempio in relazione all'uso professionale dei videoterminali (VDT),
attrezzature di lavoro che ormai sono estremamente diffuse in molti
comparti lavorativi.
Dopo aver presentato l'aggiornamento sui fattori di rischio dei VDT e sulla
sorveglianza sanitaria, ci soffermiamo ora sul documento "Il lavoro al
videoterminale", prodotto da un gruppo di lavoro Inail nel 2002 -
rielaborando una pubblicazione di Suva, Istituto nazionale svizzero di
assicurazione contro gli infortuni sul lavoro - e aggiornato nel mese di giugno
2010.
Il documento
Inail premette che se l'utilizzo del videoterminale, soprattutto se prolungato, può provocare qualche disturbo, questi
disturbi possono essere prevenuti osservando alcune norme di buona pratica.
Cominciamo dunque proponendo alcuni esempi generali di buone pratiche per la prevenzione dei disturbi alla vista, dei problemi dell'apparato muscolo-scheletrico legati alla postura e dei
problemi di affaticamento fisico e mentale:
- "progettare ergonomicamente il posto di lavoro con una corretta scelta e
disposizione degli arredi e dei videoterminali;
- organizzare correttamente il lavoro, rispettando le pause ed evitando di
mantenere una posizione inalterata per tempi
prolungati, la digitazione rapida e l'uso del mouse per lunghi periodi";
- avere a disposizione un videoterminale (schermo, tastiera, mouse e, se necessario, tappetino per il mouse)
moderno e appropriato nonché arredi regolabili in base alle dimensioni corporee
dell'operatore;
- avere un piano di lavoro con spazio sufficiente per l'appoggio degli
avambracci e per la corretta collocazione dello schermo, della tastiera e del
mouse;
- allestire il posto di lavoro in modo ottimale in funzione delle dimensioni
corporee dell'operatore (altezza del sedile, del piano di lavoro e posizione
dello schermo);
- usare occhiali appropriati per correggere eventuali difetti di
vista;
- fare pause per rilassarsi;
- alternare spesso al lavoro al videoterminale attività lavorative in posizione eretta".
In alcuni casi, ricorda il documento, "può essere utile disporre di accessori
ergonomici come i
poggiapiedi o i poggiapolsi per l'uso di tastiera e mouse o di accessori che
consentano di lavorare anche in piedi".
Rimandandovi ad una lettura più esaustiva del documento, approfondiamo ora
alcuni specifici aspetti relativi alla tutela della salute degli addetti ai
videoterminali.
Software
e schermo
Non sempre si sottolinea a
sufficienza l'importanza di idonei software per prevenire i disturbi correlati all'affaticamento fisico e mentale.
I software utilizzati devono rispondere ai seguenti requisiti:
- "devono essere adeguati alla mansione da svolgere;
- devono essere di facile uso, adeguato al livello di conoscenza e di
esperienza dell'utilizzatore";
- "devono essere strutturati in modo tale da fornire ai lavoratori indicazioni
comprensibili sul corretto svolgimento dell'attività;
- i sistemi devono fornire l'informazione di un formato e ad un ritmo adeguato
agli operatori;
- i principi dell'ergonomia devono essere applicati in particolare all'elaborazione
dell'informazione da parte dell'uomo".
Lo schermo deve poi
essere "liberamente e facilmente orientabile e possibilmente inclinabile".
È auspicabile "la presenza di un dispositivo per la regolazione in altezza
dello schermo" e la "luminosità e/o il contrasto tra i caratteri e lo sfondo
dello schermo devono essere regolabili
anche per migliorare la leggibilità del testo e della grafica".
Inoltre "l'eventuale problema dell'esposizione ai raggi X di bassa energia
generati dei monitor è stato superato dal passaggio agli schermi piatti, basati
su tecnologie che non utilizzano i tubi catodici e che quindi non emettono
alcun tipo di raggi X". Questi schermi "generano campi
elettromagnetici di bassa intensità che non raggiungono neppure le dimensioni del campo di un normale cavo di
rete e quindi non destano nessun tipo di preoccupazione".
Riguardo ai campi elettrostatici, gli "schermi di recente fabbricazione generano
campi elettrostatici esigui, in quanto la loro superficie viene pretrattata".
La
postazione di lavoro
Ricordando che molti disturbi che
possono colpire gli addetti al videoterminale "sono essenzialmente dovuti
all'errata progettazione del posto di lavoro e/o ai comportamenti errati degli stessi operatori", vengono proposti i
seguenti suggerimenti:
- "regolare dapprima l'altezza del sedile in modo da avere le cosce in
posizione orizzontale o leggermente inclinate verso il basso e i piedi
completamente appoggiati sul pavimento;
- in seguito regolare il piano di lavoro portandolo all'altezza dei gomiti;
- se il tavolo è troppo alto e non regolabile in altezza, regolare la sedia in
modo che gli avambracci siano in posizione parallela rispetto al pavimento e,
se necessario, fare uso di un poggiapiedi;
- lasciare fra il bordo della sedia e la parte posteriore del ginocchio uno
spazio di circa 4 cm;
- regolare lo schienale in modo che fornisca un buon supporto della regione
lombare. Preferire sedie che consentono una posizione seduta dinamica (lo
schienale segue i movimenti naturali del corpo quando ci si piega in avanti o
all'indietro);
- se la maggior parte degli operatori utilizza una distanza visiva minima, dal
monitor, "che varia da 50 a 70 cm lavorando su schermi delle dimensioni abitualmente in
uso, per schermi di 15 pollici è raccomandabile una distanza di 50-60 cm, per uno schermo di 16 pollici 60-70 cm e per uno di 17 pollici 70-80 cm" (per "schermi molto grandi, come quelli utilizzati
nelle postazioni di lavoro CAD, sono da prevedere distanze maggiori");
- "posizionare lo schermo ad una altezza corretta (bordo superiore dello
schermo all'altezza degli occhi o leggermente al di sotto). Per chi è affetto
da presbiopia e porta occhiali progressivi o bifocali vale in generale
la regola secondo cui lo schermo va posizionato ad una distanza maggiore
adeguata alle esigenze visive dell'operatore e ad una altezza che consenta alla
testa di assumere una posizione naturale;
- le spalle devono essere rilassate, la schiena diritta e ben poggiata allo
schienale, il busto non deve essere in torsione, gli avambracci devono poggiare
comodamente sul piano di lavoro ed essere in posizione orizzontale, ossia
parallela rispetto al pavimento;
- le ginocchia devono formare un angolo di circa 90°;
- gli avambracci, i polsi e le mani devono rimanere in posizione diritta e tra
loro allineata e l'inclinazione o lo spessore della tastiera non deve essere
tale da far piegare indietro i polsi".
Riguardo alla postazione di lavoro il
documento ricorda che:
- ogni addetto ai VDT deve "farsi mostrare dal Responsabile del Servizio di
prevenzione e protezione, dai
superiori o dai colleghi il modo corretto di regolare il sedile e il piano di
lavoro";
- il datore
di lavoro deve "verificare periodicamente che
i posti di lavoro al videoterminale siano conformi alle indicazioni di legge,
siano idonei alle caratteristiche fisiche degli operatori e siano utilizzati in
modo corretto".
Ricordiamo infine che il documento riporta anche:
- alcuni esempi di esercizi di rilassamento;
- le indicazioni del Decreto legislativo 81/2008 in merito all'uso di attrezzature munite di
videoterminali;
- le linee
guida d'uso dei videoterminali,
secondo l'art. 56, comma 3, del decreto legislativo n.
626/1994 e la Circolare 20/4/2001 n. 5/2001;
- una lista di controllo che consente di valutare il posto di lavoro al
videoterminale.
Fonte: puntosicuro
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