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Il Governo approva uno schema con modifiche il 13 maggio. I provvedimenti
approvati vanno ora in Conferenza Stato Regioni per poi passare all'esame del
Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari.
Il Consiglio dei Ministri ha approvato uno schema
di decreto che apporta alcune modifiche al Codice ambientale. Il provvedimento
- il primo dei decreti di attuazione della delega data dal Parlamento al
Ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo per apportare modifiche al Codice
- segue a distanza di poche settimane quello di attuazione della direttiva
2008/98 (di ampio e profondo riordino della parte del Codice sui rifiuti).
Già i due terzi del Codice, dunque, sono stati così oggetto dell'opera di
revisione e ammodernamento programmata dal Ministro Prestigiacomo sin dal suo
insediamento.
Il decreto approvato riguarda, in
particolare, le procedure di valutazione di impatto ambientale e strategico
(VIA e VAS), nonché una parte della disciplina in tema di inquinamento
atmosferico. Per quanto concerne la VIA e la VAS, il riordino della disciplina
consentirà alla Commissione del Ministero (che ha praticamente azzerato il
gravoso arretrato ereditato dal precedente Governo) di superare i problemi che
finora avevano favorito il perpetuarsi di situazioni di stallo: tempi non certi
per le decisioni delle autorità pubbliche coinvolte nel processo deliberativo,
cattiva formulazione delle norme, mancato coordinamento tra le diverse fasi di
uno stesso procedimento.
Per quanto riguarda l'inquinamento atmosferico, le modifiche apportate al
Codice sono complementari a quelle introdotte oggi da un altro decreto
legislativo, di attuazione della direttiva 2008/50 in materia di qualità dell'aria,
approvato dal Consiglio dei ministri.
Si realizza in questo modo la prima parte dell'azione di contrasto
dell'inquinamento atmosferico, che sarà a breve completata dal Governo italiano
con il Piano anti-smog (di cui si è discusso preliminarmente anche nel
Consiglio dei Ministri odierno).
Entrambi i provvedimenti approvati vanno ora in Conferenza Stato Regioni per
poi passare all'esame del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari.
FONTE: associazione ambiente e
lavoro
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