Ambiente
Sviluppo Sostenibile
Dove, come e con chi vademecum per l'ecoturista
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Come fare ad avere la certezza che un viaggio reclamizzato come "responsabile" lo sia davvero? Esiste un ente certificatore internazionale? E quali sono gli standard previsti? - Sergio Iovine
Purtroppo non esiste un ente internazionale che certifichi un viaggio di
turismo responsabile, attuato cioè secondo principi di giustizia sociale ed
economica e nel pieno rispetto dell'ambiente e delle culture (vedi definizione
completa di turismo responsabile da parte di Aitr-Associazione Italiana
Turismo Responsabile, di cui il Wwf è socio fondatore). Gli organizzatori di
viaggio riuniti in Aitr hanno definito una serie di criteri che - a breve -
dovrebbero costituire il "cuore" della certificazione di viaggi di
turismo responsabile proposti da operatori italiani. Sul sito di Aitr può
trovare diverse proposte di viaggio che, anche se non "certificate",
sono fortemente ispirate alla Carta del Turismo
Responsabile elaborata da Aitr. Il Wwf Italia ha definito otto anni fa la Carta di
Qualità del Turismo Responsabile del Wwf adottata poi da sei Tour operator
che organizzano diverse proposte di turismo: Campi Avventura e Vacanze Natura e
i Viaggi della Biodiversità. Tali proposte sono ovviamente monitorate dal Wwf
stesso tramite il suo Ufficio Turismo. Il panorama cambia se invece di turismo
responsabile si parla di turismo sostenibile. I due termini vengono spesso
usati come sinonimi, anche se, in estrema sintesi, il turismo responsabile
presta maggiore attenzione alle popolazioni locali, quello sostenibile alla
qualità ambientale. Dal punto di vista del turismo sostenibile da segnalare a
livello europeo l'Ecolabel e il
progetto Visit, che nasce come
coordinamento tra diversi marchi europei. A livello mondiale si sta creando
invece il Global
Partnership for Sustainable Tourism Criteria (Gstc Partnership) una
coalizione di 32 organizzazione, tra cui il Wwf, che sta promuovendo a livello
mondiale dei criteri di certificazione che dovrebbero rappresentare i criteri
dei marchi già esistenti e operanti.
[...] Capisco che il Wwf è interessato a promuovere le sue iniziative e i suoi servizi, ma per come la vedo io le cose sono due: o turismo sostenibile è un ossimoro oppure è solo un business come tanti altri. - Gm Accetto la provocazione e concordo con lei: il turismo sostenibile è un ossimoro. Aggiungo: le migliori (dal punto di vista degli impatti ambientali e sociali) vacanze di turismo sostenibile sono quelle fatte a casa propria. Certo, si potrebbe partire, zaino in spalla, a piedi o in bicicletta dalla nostra abitazione, ma comunque gli impatti - seppure più lievi rispetto alle vacanze standard, ci sarebbero lo stesso! Il Wwf stesso, a livello internazionale ritiene che "il turismo sostenibile sia attualmente un'ideale irrealizzabile, considerando anche il contributo significativo dei viaggi aerei al cambiamento climatico. E' perciò più utile pensare al 'turismo responsabile', all'interno del contesto di una più ampia strategia di sviluppo sostenibile. Ossia a un turismo che soddisfa i turisti, mantiene o migliora l'ambiente dei luoghi di destinazione e offre benefici ai residenti..." (tratto dal documento La Missione del Wwf e il Turismo. Il tentativo è quindi di cercare di ridurre il più possibile l'impatto delle nostre vacanze. Sul sito può trovare alcuni nostri suggerimenti. Esiste una tabella sulla sostenibilità comparata degli spostamenti in auto/treno/aereo/nave in base ai chilometri? Sul sito (in inglese) Climate Friendly, associato al Wwf, può comparare la CO2 prodotto dai viaggi in auto e in aereo. Sino a qualche mese fa sul sito delle Ferrovie dello Stato c'era un ottimo calcolatore comparativo, sostituito ora dalle nuove pagine associate a Econtransit, che valuta l'impatto ambientale delle varie modalità del trasporto merci europeo. Le consiglio di visitare questo sito dove troverà diversi strumenti di suo interesse. [...] Ho letto che uno dei paesi più avanzati e sensibili in tema di turismo responsabile è il Costa Rica. E'vero? In cosa si differenzia da altri stati centroamericani o caraibici? - Elena D'Aquino
Anni fa il Costa Rica fece una scelta
"contro-corrente": decise di proteggere il 25-30% circa del suo
territorio, istituendo diverse
aree protette e promuovendo l'ecoturismo come strumento di sviluppo
economico e sociale e di tutela ambientale. I proventi del turismo servono a
finanziare la gestione dei parchi del paese. Nato con le migliori intenzioni,
il turismo in Costa Rica mostra però - in diversi casi - il suo lato peggiore,
scadendo nelle contraddizioni e negli impatti del turismo di massa. Malgrado queste
note negative, il Costa Rica rappresenta un buon modello, da perfezionare per
gli altri paesi centro-americani, caraibici e non solo per loro.
Fonte: Repubblica.it
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Le mete migliori, i tour operator più affidabili, i
consigli su come partire ed essere certi di pesare il meno possibile su natura
e culture del luogo. Ma anche le contraddizioni che il turismo responsabile e
sostenibile non riesce comunque a risolvere. L'esperto del Wwf Roberto
Furlani risponde alle domande dei lettori di Repubblica.it.