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Una postura di lavoro corretta rappresenta un
requisito fondamentale per prevenire i disturbi muscoloscheletrici legati
all'attività lavorativa. Le domande e le misure preventive per prevenire
posture scorrette di schiena, collo, braccia, mani e gambe.
L'analisi
dei dati sulle malattie professionali e dei risultati delle campagne di
informazione dell' Agenzia europea per la sicurezza e
la salute sul lavoro, mostrano
come il rischio disturbi muscoloscheletrici sia sempre più presente in
tutto il mondo del lavoro, non solo nel comparto manifatturiero.
Ricordando che
i disturbi muscoloscheletrici (DMS) possono colpire muscoli, articolazioni,
tendini, legamenti, nervi, oppure il sistema circolatorio locale, una postura
di lavoro corretta può essere un requisito sufficiente per prevenirli.
Per
affrontare queste tema e offrire alle aziende strumenti di prevenzione ci
soffermiamo su un documento prodotto qualche anno fa dall'Agenzia europea: " E-fact 45: Lista di controllo
per prevenire posture di lavoro scorrette".
Il documento
ricorda nell'introduzione che una postura corretta è una "postura
comoda, che consente il naturale allineamento delle articolazioni - ossia la
posizione neutra del corpo. Se il corpo opera in posizione neutra diminuiscono
le tensioni e le sollecitazioni di muscoli, tendini e sistema scheletrico,
riducendo così il rischio che i lavoratori sviluppino DMS".
All'opposto
le posture scorrette sono invece quelle in cui diverse parti del corpo
non si trovano nella loro posizione naturale: se un'articolazione si sposta
dalla propria posizione naturale, "è necessario un maggiore sforzo muscolare
per ottenere la stessa forza e si produce quindi fatica muscolare. Inoltre, le
posizioni non neutre possono accrescere le sollecitazioni di tendini, legamenti
e nervi, aumentando il rischio di lesioni; se possibile, vanno quindi evitate".
A questo
proposito l'Agenzia europea propone una lista di controllo con domande sulle
posture di schiena, collo, braccia, mani e gambe durante attività
lavorative svolte in posizione eretta e da seduti. Sono poi forniti esempi
delle azioni che si possono realizzare a livello tecnico, organizzativo e
individuale per prevenire o ridurre i rischi provocati da posture scorrette.
È evidente
che se "alle posture assunte durante il lavoro si associano il sollevamento
manuale di carichi, i movimenti ripetitivi o l'utilizzo di veicoli o attrezzi
che producono vibrazioni, questa lista di controllo potrebbe rivelarsi
insufficiente".
Inoltre la
lista di controllo, che può contribuire a individuare i rischi e le potenziali
misure di prevenzione, non intende coprire tutti i rischi di tutti i posti di
lavoro ed è un semplice ausilio metodologico, un primo passo nella
realizzazione di una valutazione dei rischi.
Per
garantire l'efficienza di una lista di controllo, è "opportuno adattarla al
proprio settore o al proprio luogo di lavoro".
Raccogliamo,
a titolo esemplificativo, alcune delle domande presenti nella lista in
relazione a queste parti del corpo: testa, collo schiena e spalle;
un'eventuale risposta negativa alle domande indica la necessità di apportare
miglioramenti sul posto di lavoro:
-
"il collo
viene tenuto in posizione verticale e rilassata, e la testa e diritta (si evita
di piegare e/o ruotare il collo)?
-
la schiena
rimane diritta? Si evita di piegare il torso in avanti o lateralmente (senza
sostegno)?
-
si evita
di lavorare con le mani dietro il corpo?
-
si evita
di allungarsi eccessivamente?
-
i gomiti
rimangono al di sotto del livello del petto?
-
le spalle
sono in posizione rilassata e si evita di lavorare con le spalle sollevate?
-
da seduti,
si evita di lavorare a lungo tenendo curva la parte inferiore della schiena?
-
per le
mansioni che si devono svolgere da seduti, sono disponibili sedili? Sedile,
schienale e braccioli sono sufficientemente regolabili per adattarsi alle
dimensioni corporee individuali?
-
si evita
di lavorare in piedi su superfici dure, per esempio pavimenti di
cemento?"
Veniamo ad
illustrare alcuni esempi di misure preventive.
Innanzitutto
questi sono i criteri generali per pianificare e organizzare il lavoro
per evitare o ridurre al minimo le posture scorrette:
-
"applicare
principi ergonomici nella pianificazione del processo produttivo; solo
raramente, purtroppo, si tiene conto degli effetti che il processo produttivo
esercita sul carico di lavoro fisico sopportato dai lavoratori. È importante
quindi che tra i pianificatori del lavoro figurino alcuni esperti di ergonomia;
-
pianificare il processo di lavoro; per esempio, sostituire all'assemblaggio
seriale dei pezzi di un prodotto l'assemblaggio del prodotto totale da parte di
una sola persona, per rendere più vario il lavoro e variare di conseguenza le
posture assunte durante il lavoro;
-
durante la
pianificazione dei processi produttivi e di lavoro, consultare i lavoratori
interessati".
Per testa,
collo, schiena e spalle è necessario adattare l'altezza del piano di lavoro
al tipo di mansione (ad esempio per un lavoro di precisione: uomini 100- 110
cm; donne 95- 105 cm). È bene "fornire piani di lavoro di altezza regolabile
per lavoratori di altezza differente, affinché sia possibile mantenere diritti
collo e schiena e per evitare di sollevare le spalle. Non usare piattaforme:
provocano il rischio di inciampare, sono scomode da pulire e intralciano le
operazioni di trasporto lungo i pavimenti. Richiedono pure uno spazio di lavoro
supplementare e il loro utilizzo diviene poco pratico qualora sia necessario
adattarne l'altezza a diverse persone o ad altezze di lavoro differenti".
Altre
indicazioni per queste parti del corpo:
-
"installare sistemi automatici per mansioni che richiedono prolungate
permanenze in posizioni sedute o erette e movimenti ripetitivi; per esempio
mansioni di cernita, assemblaggio o imballaggio;
-
fornire
condizioni di visibilità adeguata per svolgere la mansione (luce sufficiente,
assenza di riflesso, sufficiente dimensione dei caratteri, ecc.) affinché il
lavoratore non debba curvarsi in avanti;
-
fornire
una superficie di lavoro inclinata per ridurre la necessità di piegare il collo
in avanti, nelle mansioni che richiedono grande sforzo visivo oppure massima
coordinazione tra vista e compiti manuali (lettura, disegno, lavori con
strumenti di precisione);
-
collocare
i materiali, gli attrezzi e i dispositivi di controllo più frequentemente
utilizzati di fronte al lavoratore, in modo che non sia necessario curvarsi,
girarsi, ruotare la testa o la schiena o sollevare le braccia;
-
evitare di
lavorare tenendo le mani dietro il corpo oppure lateralmente e distanti dal
corpo: è una postura che si assume spesso quando si fanno scivolare oggetti
(come avviene per esempio alla cassa di un supermercato);
-
quando si
svolge una mansione, mani e gomiti devono rimanere ben al di sotto del livello
delle spalle. Se è indispensabile lavorare al di sopra delle spalle, la durata
del lavoro va limitata e occorre effettuare pause frequenti".
Le
indicazioni per braccia e mani:
-
"fornire
un sostegno per le braccia se si devono maneggiare oggetti tenendole sollevate.
Il sostegno per le braccia riduce il carico sulle spalle e sulla colonna
vertebrale;
-
se si usa
un attrezzo a mano, scegliere il modello più adatto per la mansione e la
postura da assumere, in modo che le articolazioni possano rimanere in posizione
neutra (o quasi). Utilizzando impugnature ergonomiche (corretta collocazione
delle impugnature dell'attrezzo) si può evitare di piegare il polso;
-
la cura
nella scelta e nella manutenzione dell'attrezzatura riduce il logorio fisico.
L'uso di coltelli, seghe o altri attrezzi non affilati richiede maggior
dispendio di energia. La cura nella scelta e nella manutenzione degli arnesi a
mano provvisti di motore riduce anch'essa l'usura, il rumore e le vibrazioni;
-
"la forma
e la collocazione delle impugnature su carrelli, carichi, macchinari e
attrezzature deve tener conto della posizione delle mani e delle braccia.
L'impugnatura deve essere di forma più o meno convessa per aumentare la
superficie di contatto con la mano. Si sconsiglia l'uso di impugnature
preformate, che lasciano poco spazio alle dita, non tengono conto delle
differenze individuali nella grossezza delle dita e non sono adatte ad essere
usate indossando guanti".
Infine
alcune indicazioni per ginocchia e gambe:
-
"fornire
spazio sufficiente per gambe e piedi, per consentire al lavoratore di
collocarsi vicino all'oggetto di lavoro senza piegarsi;
-
predisporre una sbarra orizzontale alla base di piani o banchi di lavoro come
sostegno per i piedi, accertando però che vi sia spazio sufficiente sia per i
piedi che per le gambe. Posando il piede sulla sbarra, l'inclinazione dell'anca
ridurrà la sollecitazione dei muscoli nella parte inferiore della schiena;
-
se si usa
un pedale, quest'ultimo deve essere di grandi dimensioni e utilizzabile con
entrambi i piedi. il pedale va collocato a livello del pavimento per evitare
che gambe e piedi debbano assumere posizioni scomode. Verificare che il
controllo del pedale non richieda uno sforzo eccessivo;
-
mettere a
disposizione tappetini antistress che servono a ridurre l'affaticamento causato
da lunghe permanenze in piedi su superfici dure (per esempio pavimenti di
cemento); si possono fabbricare con vari materiali, tra cui gomma, moquette,
vinile e legno;
-
il luogo
di lavoro deve offrire la possibilità di svolgere le proprie mansioni sia in
posizione eretta che da seduti, oppure deve essere provvisto di sgabelli con
poggiapiedi. In tal modo l'utente potrà assumere varie posture, sia in piedi
che da seduto, durante lo svolgimento della mansione".
Il documento
si conclude con una serie di suggerimenti relativi alla formazione dei
lavoratori e alle misure organizzative necessarie in un azienda. Ad esempio in
relazione alle pause di lavoro, all'attività fisica da svolgere e alla
riorganizzazione degli incarichi per garantire "l'alternanza tra mansioni che
si debbano svolgere da seduti, in piedi o camminando".
EU-OSHA, " E-fact 45: Lista di controllo per prevenire posture di lavoro scorrette" (formato PDF).
Fonte: puntosicuro
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