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Da tempo si conoscono gli effetti sulla salute dovuti all'esposizione a sostanze chimiche e ad altri agenti pericolosi.
In passato le pessime condizioni di lavoro generavano importanti malattie professionali a carico dei
lavoratori dipendenti e degli artigiani.
Il progresso tecnologico e le conquiste civili
in termini di tutela della salute nei luoghi di lavoro, compresa
l'adozione di specifiche normative prevenzionali, hanno permesso di
debellare, almeno nei paesi europei, la maggior parte di queste
malattie come la silicosi, l'asbestosi, il saturnismo, le neuropatie,
le intossicazioni acute, ecc.
Nonostante tali progressi, ancora oggi sono presenti agenti pericolosi nei luoghi di lavoro, anche se a bassi livelli di concentrazione,
e ciò comporta la possibilità, per coloro che lavorano a contatto con
tali materiali, di contrarre malattie o accusare disturbi.
Fra le più importanti conseguenze negative per la salute, possibili
anche agli attuali livelli di esposizione ad agenti pericolosi,
ricordiamo in particolare le malattie allergiche (rinite, asma, dermatite da contatto) e quelle tumorali.
L'esposizione ad agenti biologici pericolosi può inoltre comportare quadri di malattie infettive come epatite virale, infezioni respiratorie, alcune parassitosi, ecc.
Le esposizioni che possono causare tali quadri patologici possono essere presenti in molte attività lavorative, anche di piccola e piccolissima dimensione.
Per la tutela della salute di chi lavora, dei dipendenti strutturati
ma anche di tutti coloro i quali a qualsiasi titolo lavorano alle
dipendenze di un'impresa (anche i cosiddetti lavoratori ‘atipici'),
è indispensabile che ci si preoccupi di
conoscere e valutare tutti gli agenti pericolosi presenti sul luogo di lavoro, di applicare tutte le eventuali misure preventive e protettive necessarie ad eliminare o ridurre il rischio, di informare e formare
i dipendenti sui rischi e le misure di prevenzione e protezione e, se
il rischio risultasse tale da poter provocare danni alla salute, di far
sottoporre i dipendenti a sorveglianza sanitaria preventiva e periodica.
Cet è in grado di assistervi, per maggiori informazioni
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Fonte: Università di Bologna
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