Sicurezza e salute
Radon
RADON:OBBLIGHI E OPPORTUNITA'
RADON:OBBLIGHI E OPPORTUNITA' |
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La normativa italiana (Decreto Legislativo del 26/05/00, n.241) ha stabilito un livello di riferimento per l’esposizione al radon negli ambienti di lavoro di 500 Bq/mc, con specifica attenzione agli ambienti sotterranei, semi-, piani terra adibiti a luoghi di lavoro con frequentazione minima di 10 ore/mese. AMBIENTI DI LAVORO Per quanto riguarda le abitazioni, non esiste in Italia una normativa specifica. Una raccomandazione della comunità Europea indica i valori (200 Bq/m3 per le nuove abitazioni e 400 Bq/m3 per quelle esistenti) oltre i quali è opportuno intraprendere azioni di rimedio. L’accertamento dei livelli di radon negli ambienti di lavoro rientra tra le attività di aggiornamento della valutazione dei rischi nei riguardi di situazione dove si sospetta una possibile esposizione professionale a questi agenti fisici pericolosi per la salute. Il monitoraggio esplorativo è consigliato in tutti i casi di attività che si sviluppano a partire dal suolo e vengono esercitate in locali indoor. Linee Guida nazionali raccomandano l’effettuazione di misure con dosimetri passivi collocati nelle zone di frequentazione e minore ricambio d’aria, da mantenersi in sito per un tempo standard di un anno. Il costo del dosimetro e della determinazione analitica da effettuarsi in laboratorio sulla sua matrice successivamente al ritiro non comporta costi significativi e può rientrare senza problemi tra le attività di sorveglianza e aggiornamento sulla Sicurezza preventivate dalle Imprese. CET ha sviluppato un proprio pacchetto di servizi strutturato di massima come segue:
Qualora le ragioni lo giustifichino, la campagna di misura può essere organizzata su di una periodicità a più breve termine (3-6 mesi) allo scopo di rintracciare eventuali situazioni di maggiore accumulo del gas radon, non prevedibili a priori, che potrebbero portare a saturazione il dosimetro in tempi inferiori all’anno. In ogni caso il periodo complessivo di osservazione resta di un anno, da coprire con la posa di più dosimentri per punto monitorato (concomitanti o in successione). Questo tipo di informazione aggiuntiva consentirebbe di programmare una migliore e più mirata azione di bonifica degli ambienti, avendo a disposizione un dato di fondamentale importanza per dimensionare eventuali sistemi di drenaggio del gas radioattivo o di isolazione degli ambienti. L’esperienza di maggiore spicco che attualmente CET sta conducendo riguarda un’estesa opera di monitoraggio richiesta da una primaria Società di gestione autostrade, presso 20 strutture (caselli, sedi amministrative e centri servizi) presenti lungo la propria rete: per un totale previsto di 120 siti e circa 290 punti di misura in 12 mesi. AMBIENTI ABITATIVI Sebbene non specificatamente normato, la presenza del gas Radon resta soprattutto un problema di salute pubblica. Anche gli ambienti abitativi, e più degli ambienti di lavoro, rappresentano i luoghi di maggiore esposizione alla presenza di questo gas subdolo e letale: invisibile, inodore, non reattivo, che non viene percepito in alcun modo dalle persone o dagli animali, e che tende ad accumularsi negli ambienti più a contatto con il suolo, migrando anche in altri ambienti soprattutto nei mesi invernali, quando il riscaldamento è acceso e si effettuano minori ricambi d'aria. Nel recente passato gli interessi sul Radon hannpo riguardato una ristretta nicchia di cultori della bioedilizia: ma negli ultimi dieci anni la conoscenza del fenomeno e l'attenzione che si è meritata in ambito europeo, hanno fatto emergere nuovi interessi legati alla salubrità dei materiali per l'edilizia e dell'abitare. Chi ha interesse a verificare la presenza di Radon nelle abitazioni:
Significativo su questo fronte l'impegno dimostrato dal Consorzio Provinciale per l'Abitazione, che assiste le cooperative edilizie attive in provincia di Trento. Oltre ad essersi dimostrato particolarmente attento alla qualità nel costruire, aderisce al progetto nazionale Casa Qualità ed ha ottenuto nel 2004 la prima ceritifcazione energetica in provincia di un complesso immobiliare per uso residenziale. In collaborazione con CET, con l'inizio del 2005, ha dichiarato di voler anche certificare "Radon free" tutte le proprie iniziative nel campo dell'edilizia abitativa.
Mentre per le Aziende esistono precisi criteri per la valutazione dei rischi, che richiedono l'intervento di personale specializzato in fase di monitoraggio, per i privati cittadini, CET offre un "kit" di autoinstallazione, corredato da semplici istruzioni per la posa di dosimetri passivi a traccia. Il dosimetro, anche in questo caso va mantenuto esposto per un anno negli ambienti sia vicini al suolo (dove il radon può accumularsi) sia nei locali di maggiore soggiorno (es. camera da letto). Il dosimetro non espone ad alcun pericolo: è grande come una scatola di fiammiferi e non va per nessuna ragione manomesso o spostato durante il monitoraggio. Terminato il periodo di esposizione, deve essere restituito alla CET che provvederà ad effettuare la determinazione analitica ed a restituire un Rapporto di Prova corredato da un commento sui risultati. Il costo di ciascun dosimetro nella soluzione in kit di autoinstallazione (2 dosimetri a confezione) è di 100 Euro (+ IVA): importo nel quale è inclusa l'analisi di laboratorio e le spese di spedizione dal/al Laboratorio specializzato. L'ordine e il pagamento vanno effettuati in anticipo: i dosimetri vengono acquistati da CET in stock e serve pertanto circa un mese per far pervenire dall'Inghilterra le matrici passive che vengono poi confezionate in Italia. |
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