Il radon è un gas radioattivo
naturale, incolore e inodore; la principale fonte di immissione di radon
nell'ambiente è il sottosuolo, insieme ad alcuni materiali di costruzione. Il
gas origina da substrati rocciosi di tipo grantico, ma può ritrovarsi anche in
altre zone non sospette per effetto del carsismo ed in generale della
circolazione idrica sotterranea: infatti il radon è solubile in acqua.
Il radon,
una volta che raggiunge la superficie si disperde, ma può accumularsi invece
negli ambienti chiusi e poco areati - specie sotterranei o semisotterranei a
contatto con il suolo - in quanto più pesante dell'aria. Questo gas
impercettibile è pericoloso se viene respirato essendo classificato
dall'Organizzazione Mondiale della Sanità come seconda causa di tumore
polmonare dopo il fumo di sigaretta.
Per proteggersi dal Radon è indispensabile
innanzitutto conoscere a quale "dose" si è esposti: ed è questo è uno dei servizi offerti da CET.
In collaborazione con:
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Misurazione e analisi del Radon
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MONITORAGGIO E VALUTAZIONE RISCHIO DI ESPOSIZIONE
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Dal 2000 è normata l'esposizione negli ambienti di lavoro: da marzo 2004 i datori di lavoro avrebbero già dovuto aggiornare i propri documenti di Valutazione dei Rischi (D. Lgs. 26 maggio 2000, n. 241
che integra e modifica il D. Lgs. 17 marzo 1995, n. 230
in materia di radiazioni ionizzanti, introducendo tra l'altro la tutela
dei lavoratori nei confronti dei rischi da esposizione a sorgenti di
radiazioni naturali).
Al momento sono stabiliti limiti di legge solo per l'esposizione di
lavoratori ed utenti: se hai un'Azienda richiedi il monitoraggio del
Radon e l'aggornamento della Valutazione dei Rischi alla CET
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RADON:OBBLIGHI E OPPORTUNITA'
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La normativa italiana (Decreto Legislativo del 26/05/00, n.241) ha stabilito un livello di riferimento per l’esposizione al radon negli ambienti di lavoro di 500 Bq/mc, con specifica attenzione agli ambienti sotterranei, semi-, piani terra
adibiti a luoghi di lavoro con frequentazione minima di 10 ore/mese.
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Dal 2004 le aziende sono tenuti a tutelare i lavoratori dai rischi di esposizione a sorgenti radioattive naturali. Anche negli ambienti abitativi e civili sta sempre più facendosi strada la necessità di cautelarsi contro questo gas radioattivo che rappresenta la seconda causa di morte per cancro polmonare dopo il fumo.
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