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Un manuale per l’esecuzione in sicurezza delle attività di scavo

0814_excavation.jpgDisponibile sul sito Ispesl una guida con i criteri di valutazione e riduzione dei rischi nelle attività di scavo, anche in relazione alla scelta e all'utilizzo di macchine, sistemi ed attrezzature. La pianificazione della sicurezza e i rischi prevalenti.

Sul sito dell'Istituto Superiore per la Prevenzione e la Sicurezza del Lavoro (ISPESL) è disponibile una guida destinata alla prevenzione degli infortuni nel comparto edile, la "Guida Ispesl per l'esecuzione in sicurezza delle attività di scavo", realizzata da Luigi Cortis, Luca Rossi con la collaborazione di D. G. Svampa.

Nel documento si ricorda che se il settore delle costruzioni è in vetta alle classifiche per il verificarsi di infortuni mortali, le statistiche "indicano che il 12% di essi si verificano in attività di movimento terra, con un 3% nelle attività di scavo".
In particolare l'analisi degli infortuni relativi alle cadute dall'alto avvenute, ad esempio in fosse, buche e scavi, "mostra che nei settori movimento terra e lavori stradali, dove le cubature sono grandi, questo tipo di eventi è maggiore". Il seppellimento per franamento delle pareti di scavo "risulta invece più frequente nei lavori di movimento terra, come gli scavi, gli sterri, i riporti o i rinterri, la preparazione aree prefabbricabili, gli scavi di fondazione, ecc.".

Ricordando che i lavori che espongono a rischi di seppellimento o sprofondamento (a profondità superiore a 1,5 metri) sono considerati dall'allegato XI del Decreto legislativo 81/2008 come lavori "a rischio rilevante", l'obiettivo di questa "guida di buone prassi" è quello di fornire "indicazioni relative ai criteri di valutazione dei rischi nella attività di scavo, anche in relazione alla scelta e all'utilizzo di macchine, sistemi ed attrezzature, in modo di facilitare il compito del datore di lavoro in un particolare settore di attività, in cui la sicurezza e la salute dei lavoratori, esposti costantemente a rischi particolarmente elevati, dipendono da una scelta idonea ed un uso corretto dei mezzi impiegati".

Infatti elemento fondamentale per la gestione in sicurezza di un'attività di scavo è proprio una corretta pianificazione, pianificazione che consegue a una serie di attività preliminari di valutazione e alla predisposizione delle attrezzature e delle metodologie di lavoro adeguate.
Tra l'altro il mercato offre oggi la possibilità di scelta di una "vasta gamma di macchine movimento terra, di sistemi alternativi allo scavo a cielo aperto, di attrezzature di sostegno e di DPI". Proprio un'analisi preventiva approfondita delle attività e delle fasi operative permette di stabilire l'utilizzo di idonee macchine, sistemi alternativi, opere provvisionali di protezione collettiva e DPI.

In merito alla valutazione del rischio la guida fornisce indicazioni che possono essere utilizzate per la redazione del documento di valutazione dei rischi e la susseguente individuazione delle misure di prevenzione e di protezione collettiva e/o individuale.
A questo proposito si indica che nei lavori con attività di scavo l'esposizione al rischio è elevata e dunque si impone "prioritariamente l'utilizzo di dispositivi di protezione collettiva (opere di contrasto e di sostegno delle pareti, dispositivi di protezione dei bordi, ecc.) e, quando il rischio residuo non può essere evitato e/o ridotto, dei dispositivi di protezione individuale (di posizionamento e/o contro le cadute dall'alto, ecc.)".

In questo contesto è necessario tener conto anche del rischio dipendente dal "fattore umano": cioè "tutti quei fattori di rischio legati allo stato psico-fisico del lavoratore, alla sua incapacità, alla sua incoscienza, alla mancanza di formazione ed, in generale, alla adozione di comportamenti inadeguati al contesto lavorativo".

In particolare "la mancanza di formazione teorico-pratica e l'incapacità di affrontare le situazioni lavorative che si propongono di volta in volta sono le cause legate al fattore umano che più frequentemente provocano incidenti".

Ma quali sono i rischi prevalenti nelle attività di scavo?

I rischi prevalenti a cui il lavoratore è più frequentemente assoggettato sono:

  • "rischio di seppellimento derivante da cedimento della parete di taglio";
  • rischio di caduta dall'alto all'interno dello scavo derivante da cadute dal bordo dello scavo". 
Ma la valutazione dovrà tener conto anche dell'eventuale esposizione e la successiva riduzione di rischi quali:
  1. "rischio innescante il cedimento della parete di taglio" (derivante da accumuli di materiali sul ciglio, vibrazioni, scuotimenti, presenza di falde acquifere e circolazioni di fluidi);
  2. "rischio innescante il cedimento del bordo dello scavo" (derivante da accumuli di materiali sul ciglio, vibrazioni, scuotimenti);
  3. "rischio innescante la caduta dall'alto all'interno dello scavo" (derivante da mancanza di protezione dei bordi dello scavo, vertigini, abbagliamento degli occhi, scarsa visibilità, colpo di calore o di sole, ...)
  4. "rischio di danno alla salute e/o di natura meccanica derivante da eventi atmosferici, quali vento, pioggia, umidità o ghiaccio sulle superfici di calpestio".

La valutazione deve tener conto poi di altri rischi derivanti dall'attività di scavo (stabilità di altre strutture compromessa dalla vicinanza dello scavo, caduta di detriti, polveri, investimento da parte di macchine operatrici, ribaltamento ed uso improprio delle macchine, ...),  dei rischi specifici della particolare attività lavorativa svolta (rischi fisici, rischi chimici, biologici), nonché dei rischi derivanti dalla tipologia di attività. Sono indicati ad esempio i fattori di rischio per le opere di fondazione, per la costruzione di servizi interrati relativi ad acqua, gas, telecomunicazioni, energia elettrica e per le costruzioni stradali e ferroviarie.

È poi importante, riguardo ai lavori di scavo e movimentazione di terre e rocce, considerare anche "le dinamiche della meccanica delle terre, in modo da affrontare correttamente la pianificazione della sicurezza".

I rischi relativi all'uso delle macchine movimento terra, che "devono essere utilizzate conformemente alla destinazione d'uso prevista dal fabbricante e alle istruzioni contenute nel libretto d'uso", sono relativi a:

  • "ribaltamento della macchina lungo pendii elevati o nel superamento di ostacoli eccessivi, con susseguente schiacciamento del conducente e/o di altri lavoratori presenti nella zona di lavoro;
  • caduta della macchina sul fondo di trincee, scarpate e fossati a seguito di movimento errato in prossimità degli stessi;
  • investimento di lavoratori durante la marcia avanti o la marcia indietro della macchina;
  • investimento dei lavoratori per urto con gli utensili durante la movimentazione degli stessi;
  • uso improprio della macchina" (sollevamento e trasporto di persone all'interno della benna, trasporto di persone nella cabina o sollevamento dei carichi se non espressamente previsti dal costruttore, ...);
  • "contatti con linee elettriche aeree o sotterranee e condutture di gas; - urto contro ordigni bellici interrati, in attività effettuate in prossimità di insediamenti che in passato possono essere stati oggetto di azioni belliche".

Inoltre ulteriori rischi si possono presentare:

  • "durante la salita e la discesa della macchina dal pianale del carrellone di trasporto se non viene utilizzata la specifica rampa (ribaltamento);
  • per il cattivo funzionamento o stato di manutenzione della macchina (rumore, vibrazioni, ecc.)".

Ricordiamo che nel documento vengono date anche indicazioni tecniche e procedurali relative alle misure da adottare per la riduzione dei rischi.



Fonte: Puntosicuro

 

 
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