Disponibili in rete alcuni materiali informativi
utili per la prevenzione degli incidenti negli spazi confinati e per la
formazione dei soccorritori. Le misure di prevenzione, le fasi dell'intervento
di soccorso, la sicurezza degli operatori.
Gli spazi
confinati (serbatoi, silos, recipienti, reti fognarie, cisterne, ....) sono
spesso teatro di numerosi incidenti mortali e infortuni gravi, a volte
ulteriormente aggravati da un soccorso inadeguato e improvvisato.
In Italia,
tanto per fare qualche esempio, si può ricordare l'incidente al depuratore di
Mineo, all'autocisterna di Molfetta o, più recentemente, alla raffineria di
petrolio Saras di Sarroch in Sardegna.
Si
segnalano materiali informativi che possono essere utili per la prevenzione
degli incidenti in questi particolari luoghi di lavoro e per la formazione dei
soccorritori.
Il primo
documento, dal titolo "Norme
di sicurezza per lavorare negli spazi confinati", è stato prodotto in
Gran Bretagna dall'Health and Safety
Executive (HSE) e successivamente tradotto e raccolto dall'Inail nel suo database "Buone
pratiche e buone tecniche".
In questa
breve pubblicazione, dopo aver definito gli spazi confinati e i pericoli che in
essi si possono incontrare, si fa riferimento ad alcune misure di
prevenzione degli incidenti nei luoghi confinati:
-
disporre di adeguate procedure operative per la sicurezza che tengano conto
della natura dello spazio confinato, dei rischi correlati e del tipo di lavori
da svolgere;
-
preparare adeguatamente gli addetti ai lavori negli spazi confinati sia
sull'attività da svolgere che sulle relative norme di sicurezza;
-
nominare un supervisore che sia tenuto a "garantire l'effettiva adozione delle
misure precauzionali stabilite, a controllare, che per ogni fase del lavoro,
sussistano le relative condizioni di sicurezza";
-
verificare l'idoneità del personale per stabilire se i lavoratori abbiano
maturato una sufficiente esperienza nel settore e siano stati formati;
-
procedere all'isolamento meccanico ed elettrico dei dispositivi, isolamento che
"risulterà essenziale nel caso in cui questi possano essere azionati
inavvertitamente". Se poi è possibile che gas, fumi o vapori penetrino nello
spazio confinato, sarà necessario provvedere all'isolamento fisico delle
condotte, e degli altri sistemi;
-
pulire
preventivamente gli spazi;
-
verificare che l'accesso allo spazio confinato sia "abbastanza ampio da
garantire ai lavoratori, anche muniti dei vari dispositivi, di entrare ed
uscire facilmente dall'area interessata e di permettere un accesso e un'uscita
rapidi in caso di emergenza";
-
favorire l'areazione aumentando il numero delle aperture presenti nell'ambiente
di lavoro o utilizzando un sistema di ventilazione forzata per assicurare un
adeguato apporto di aria pulita;
-
monitorare la qualità dell'aria per verificare che non contenga vapori tossici
o infiammabili e che quindi possa essere respirata. Se la valutazione dei
rischi mostra che le condizioni dell'ambiente sono "soggette a variazioni nel
corso del tempo, o come ulteriore precauzione, risulta necessario effettuare un
monitoraggio costante dell'aria";
-
"negli
ambienti in cui l'atmosfera è potenzialmente infiammabile o esplosiva, è
fondamentale usare dispositivi che non emettano scintille" e utilizzare sistemi
d'illuminazione schermati;
-
usare
respiratori nel caso in cui l'aria non possa essere resa respirabile a causa
della presenza di gas, fumi o vapori, o a causa dell'assenza di ossigeno. "Non
tentare mai di migliorare l'aria dello spazio confinato introducendo ossigeno,
in quanto potrebbe aumentare il rischio d'incendio o esplosione";
-
predisporre le necessarie procedure d'emergenza e le imbracature di sicurezza;
-
stabilire un adeguato sistema di comunicazione in modo da "permettere ai
lavoratori impegnati all'interno dell'ambiente confinato di tenersi in contatto
con quelli all'esterno, e di lanciare l'allarme in caso di pericolo";
-
verificare se sia "necessario posizionare qualcuno nelle immediate vicinanze
dell'area di lavoro al fine di monitorare visivamente la situazione e
permettere la comunicazione con chiunque si trovi all'interno dello spazio
confinato, dare rapidamente l'allarme in caso di emergenza e avviare le
eventuali procedure di soccorso";
-
verificare che i soccorritori "siano adeguatamente preparati, sempre pronti e
capaci di usare qualsiasi dispositivo di soccorso, come ad esempio respiratori,
funi di salvataggio e attrezzature per l'estinzione di incendi".
Un
secondo documento trovato in rete è tratto dal sito dell'Associazione Nazionale Vigili del Fuoco
Volontari (ANVVFV) ed è una bozza di procedura di intervento per "Soccorso a persona intrappolata in spazi confinati (serbatoi, cunicoli, ecc.)"".
Vengono
analizzate nel dettaglio le fasi dell'intervento di soccorso, ad
esempio:
-
la
messa in sicurezza della zona in generale;
-
la
messa in sicurezza dell'area di salvataggio;
-
la
presenza di un adeguata ventilazione.
Per l'ingresso
nello spazio confinato è poi necessario:
-
selezionare il personale da impiegare (almeno due persone) predisponendo anche
del personale di supporto fuori dallo spazio confinato, con un rapporto di
minimo di 2:1 (2 persone di supporto per ognuna che entra);
-
selezionare l'equipaggiamento protettivo necessario e predisporre "imbragature
per ogni operatore che entra";
-
procurarsi uno schema/disegno/progetto che descriva la configurazione dello spazio
confinato per il personale che dovrà entrare;
-
utilizzare un idoneo sistema di comunicazione e illuminazione.
Il
documento, che noi abbiamo riassunto, si conclude poi con una disamina:
-
delle
tecniche di sicurezza (ad esempio sul come rimuovere la vittima);
-
degli
accorgimenti per la sicurezza degli operatori (ad esempio "non devono rimuovere
il proprio apparato autorespiratore per darlo alla vittima" e, come regola
generale, "devono operare in modo da evitare che la vittima si trovi tra loro e
la via di uscita");
-
delle
operazioni al termine dell'intervento;
-
delle
comunicazioni e degli adempimenti amministrativi necessari.
Fonte: Puntosicuro
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