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LA TIA ENTRA NEI BILANCI 2010 DEI COMUNI
LA TIA ENTRA NEI BILANCI 2010 DEI COMUNI |
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Tre i punti chiave della circolare: le conseguenze sui bilanci, la necessità di fissare (entro il 30 aprile p.v.) regole e sanzioni per la riscossione; il rimando allo Stato sul problema dei rimborsi Iva, che va risolto "dal Governo senza oneri né finanziari né organizzativi per Comuni e aziende". La circolare chiarisce che nei 1.200 Comuni che sono già passati alla Tia questa dovrà essere inserita nel bilancio preventivo 2010 (da presentarsi entro il 30 aprile prossimo), il quale deve prevedere in entrata i proventi da Tia e in uscita i costi del servizio. Onde evitare vulnus al bilancio di saldo, inoltre, è indispensabile che le entrate della tariffa coprano totalmente le uscite, compreso il costo del servizio pagato al gestore al lordo dell'Iva. Proprio la necessità di coprire tutti gli oneri deve essere tenuta ben presente dagli enti nel momento di determinare le tariffe. Le modalità e i parametri per fissare le quote di Tia dovranno essere indicati nel regolamento, e la competenza sul tema dovrà spettare alla giunta. Coprire tutti i costi rende anche molto più forte la necessità di contrastare l'evasione, tanto che sarà opportuno sensibilizzare al problema anche il gestore, con previsioni contenute esplicitamente nella convezione o nel contratto di servizio. Per i mancati o ritardati pagamenti le sanzioni dovranno essere del 30% (come previsto dall'articolo 13 del Dlgs 471/1997), mentre le altre violazioni saranno sanzionate secondo i parametri stabiliti dal Comune per chi non rispetta i regolamenti locali.
Fonte: Articolo di Gianni Trovati da Il Sole 24 Ore - Norme e Tributi del 4 marzo, p. 36 |
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Con una propria circolare,
l'Anci-Ifel cerca di colmare il vuoto normativo sulla Tia (tariffa di igiene
ambientale) venutosi a creare all'indomani della sentenza 238/2009 della Corte
Costituzionale che ha sancito la natura tributaria della tariffa.