LA 231 SANZIONA GLI ECO-REATI
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La «231» si allarga ai reati
ambientali. Dal 16 agosto, infatti, il Dlgs 121/2011 ha introdotto super-multe per
le società coinvolte in eco-reati e messo nel mirino il settore dei rifiuti,
quello maggiormente interessato dalle
novità. Per il traffico illecito di rifiuti si può arrivare a pagare fino a
774mila euro con il corollario dell'interdizione definitiva a contrattare con
la Pa. Ma oltre a quelli ambientali, molteplici sono gli illeciti che fanno
scattare la «231».
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Reati societari. Più comuni sono le
false comunicazioni sociali. È il caso in cui gli amministratori, i direttori
generali o i dirigenti che curano la redazione dei documenti contabili
espongono nei bilanci, nelle relazioni e altre comunicazioni sociali fatti non
rispondenti al vero per ingannare i soci o il pubblico e conseguire per sé o
per altri un ingiusto profitto. Lo stesso si può verificare quando vengono
taciute informazioni sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria per
indurre in errore gli stessi soci o il pubblico. Altra ipotesi le operazioni
pregiudizievoli per i creditori (come, nel caso di riduzioni del capitale
sociale, fusioni e scissioni) o di illecita influenza sull'assemblea, che si
realizza con la determinazione della maggioranza mediante atti simulati o
fraudolenti per trarne un ingiusto profitto.
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Lavoro. In questo campo, i reati
legati agli incidenti: omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime in violazione
delle norme sulla tutela della salute e sicurezza sul lavoro. La sanzione
arriva fino a 1,5 milioni di euro se l'omicidio colposo avviene in violazione
delle norme sulla prevenzione degli infortuni sul lavoro.
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Riciclaggio. Nell'ambito di questa
categoria, imprese e società possono essere chiamate a risponderein caso di
reati di ricettazione, riciclaggio e di impiego di denaro, beni o utilità di
provenienza pubblica.
Fonte:
Codice Ambiente e Sicurezza - Il Sole 24 Ore
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