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L'UNI, Ente Nazionale di Unificazione, ha sottoposto a
inchiesta pubblica preliminare un nuovo progetto di norma nazionale, per
verificarne il concreto interesse degli operatori e l'impatto sul mercato.
L'inchiesta, che sarà aperta fino al 5 aprile 2011 riguarda
una specifica tecnica da applicare al settore dei consumi energetici
nell'edilizia dal titolo "Prestazioni energetiche degli edifici - Parte 2:
Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la
climatizzazione invernale, per la produzione di acqua calda sanitaria, per la
ventilazione e per l'illuminazione in edifici non residenziali".
Il documento intende fornire dati e metodi per la
determinazione del fabbisogno di energia (termica e primaria) utile a diversi
usi e per diverse tipologie di ambiente. La specifica tecnica si applicherebbe
sia a sistemi di nuova progettazione che a sistemi ristrutturati o già
esistenti:
-
per il solo riscaldamento;
- misti o combinati per riscaldamento e produzione di
acqua calda sanitaria;
- per sola produzione di acqua calda per usi
igienico-sanitari;
- per i sistemi di sola ventilazione;
- per i sistemi di ventilazione combinati alla
climatizzazione invernale;
- per i sistemi di illuminazione negli edifici non
residenziali.
A livello europeo - spiega l'UNI - esistono direttive e
normative specificamente dedicate al contenimento dei consumi nell'edilizia
oltre che alla certificazione energetica, a conferma di un interesse concreto -
e già sufficientemente definito - per un ambito di sviluppo e di ricerca
cruciale negli anni a venire.
Ricordiamo la recente Direttiva 2010/31/CE
sull'efficienza energetica (cosiddetta EPBD), che stabilisce che i nuovi
edifici, costruiti a partire dal 2020, dovranno essere "a energia quasi zero".
In questo contesto, particolarmente articolato in Italia
a causa di competenze non centralizzate - prosegue il comunicato UNI - ,
l'adeguamento e l'unificazione delle metodologie di calcolo dei fabbisogni
energetici degli edifici sono aspetti di fondamentale importanza. La specifica
tecnica che si vuole sviluppare affronta pertanto questi temi, con l'intento
anche di predisporre un quadro nazionale più ampio e coerente con gli scenari
europei.
L'inchiesta pubblica preliminare è un nuovo importante
passaggio del processo normativo, volto a vagliare preventivamente le concrete
esigenze del mercato in merito ai progetti che si vogliono avviare. Nasce
dunque da esigenze di trasparenza ed efficienza, perché lo sviluppo di una
norma - conclude l'UNI - deve aver luogo solo di fronte a un reale beneficio e
individuando tutti i soggetti significativi degli interessi in gioco.
25/03/2011
Fonte: edilportale
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