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PER LO SVILUPPO DELL'EOLICO EUROPEO SERVE UNA RETE INTERCONNESSA

energia_eolicaSecondo l'Ewea un maggiore collegamento potrebbe garantire risparmi per decine di miliardi di euro l'anno.

 

Lo sviluppo dell'eolico europeo non può prescindere da una decisa politica di investimento nelle reti di trasmissione. Di questa tesi è fermamente convinta la European Wind Energy Association (Ewea), che ha dedicato al tema una corposa relazione. Proprio la scorsa settimana la Commissione europea era intervenuta a proposito, ammettendo che "la Ue paga il prezzo per le sue infrastrutture energetiche obsolete e scarsamente interconnesse".



Secondo i produttori europei non vi sono in realtà barriere tecnologiche tali da impedire la realizzazione delle infrastrutture necessarie a integrare le crescenti quantità di energia eolica. Il problema, dunque, è soprattutto di scelte politiche. L'infrastruttura di rete elettrica necessaria ad accogliere gli importi sempre più consistenti di energia rinnovabile comprende una nuova rete offshore in Europa del Nord (Mare del Nord, Mare d'Irlanda e Mar Baltico), nonché un certo miglioramento nelle interconnessioni in tutta l'Europa continentale (in particolare tra la Spagna e la Francia, ma anche tra la Germania e i suoi vicini, attraverso le Alpi e nell'Europa orientale e sud orientale). Da un punto di vista tecnologico l'Ewea punta sui cavi Hdvc, definiti come "una interessante nuova opzione ", soprattutto per le autostrade dell'elettricità a lunga distanza.


Il rapporto rivela anche che la flessibilità dovrà essere un elemento chiave della Rete europea del futuro: paesi come Danimarca, Germania, Spagna, Irlanda e Paesi Bassi sono riusciti negli ultimi anni a rendere il proprio sistema di produzione più flessibile rispetto al passato. La costruzione di reti intelligenti sarà comunque necessaria per consentire la gestione della domanda, nonché una migliore gestione degli approvvigionamenti. I benefici economici di questa supergrid europea, secondo il nuovo rapporto Ewea, sarebbero considerevoli: la maggiore disponibilità di tutte le capacità di generazione permetterebbe una riduzione di 1,5 miliardi annui di costi operativi per le utility.



I vantaggi potrebbero però riguardare anche gli utenti: se si riuscisse a integrare 265 Gigawatt eolici nelle reti europee entro il 2020 ci potrebbe essere addirittura un risparmio di 41,7 miliardi l'anno in costi di energia elettrica. L'Ewea prevede infatti che grazie all'interconnessione dell'eolico, ci sarebbero risparmi per 11 euro ogni per ogni MWh (anche da fonti tradizionali) prodotto nel Vecchio Continente. Perché questo scenario si realizzi la Ewea chiede ai governi europei di accelerare i procedimenti autorizzativi per investimenti destinati alla rete, sostenere l'integrazione rapida dei mercati all'ingrosso dell'energia elettrica in Europa anche mediante una regolamentazione adeguata e stabile e, quando necessario, finanziare i progetti con l'utilizzo di appositi fondi dell'Unione europea.



In quest'ottica la Commissione europea ha recentemente presentato un progetto per una rete integrata europea dell'energia, che sarà presto esaminato dagli Stati membri e dal Parlamento europeo. Il progetto propone un nuovo strumento finanziario e l'accelerazione delle procedure di autorizzazione per le "autostrade elettriche" di priorità europea. Christian Kjaer, Chief Executive dell'Ewea, ha dichiarato: «Un quarto di secolo fa i leader europei concordarono l'Atto unico europeo, creando la libera circolazione di beni, servizi, capitale e lavoro, a beneficio dei cittadini europei. È giunta l'ora che gli attuali leader aggiungano una quinta libertà: la libera circolazione di energia elettrica in tutta Europa».

 

Fonte: ENERGIA24CLUB

 
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