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Non è una chimera, nel 2050 il nostro paese potrebbe
coprire l'intera domanda di energia elettrica facendo ricorso esclusivamente
alle energie pulite.
E' quanto
emerso nel corso del convegno organizzato dal Kyoto Club a Roma e intitolato "100%
rinnovabili. La sfida per le energie verdi entro il 2050". Secondo
Gianni Silvestrini, direttore scientifico del Kyoto Club, l'obiettivo è
raggiungibile, e sulla base degli scenari presentati un ruolo fondamentale sarà
svolto dal fotovoltaico che garantirà il 50% del fabbisogno elettrico. A
livello di estensione significherà occupare un quadrato di 50 chilometri di
lato (di cui un terzo su edifici) con i pannelli solari.
Può sembrare un obiettivo molto ambizioso, ma ciò che fa tendere dalla parte
dell'ottimismo è l'analisi degli scenari elaborati negli ultimi dieci anni
dalle associazioni ambientaliste (quindi si presume i più positivi), che hanno
sistematicamente sottovalutato la crescita delle rinnovabili. Questo vale
sia per il fotovoltaico sia per l'eolico. Un esempio, tutti gli scenari
realizzati da Epia-Greenpeace a partire dal 2001 hanno sempre sottostimato la
crescita della potenza totale installata di solare fotovoltaico che nel 2010 ha
raggiunto quota 37 mila MW.
Un altro aspetto importante da considerare è quello relativo alla "grid
parity" ovvero quando il costo dell'elettricità da fonti rinnovabili
sarà perlomeno pari a quello da fonti fossili. Ciò che fa ben sperare è che i
costi dell'energia pulita sono in costante discesa mentre quelli delle fonti
convenzionali sono in perenne ascesa, un andamento che ci porterà verso la
"grid parity" intorno al 2020. Questo processo di livellamento
dovrebbe condurre parallelamente alla lenta riduzione degli incentivi statali
fino ad arrivare al momento in cui questi ultimi non serviranno più.
Un esempio in questo senso è la Germania che quest'anno ha ridotto le
tariffe incentivanti del 12% mentre ha stretto un accordo con le aziende di
settore per ridurli ulteriormente nel corso dell'anno sulla base dei nuovi
impianti installati. Un lento processo che dovrebbe guidare i tedeschi verso
un'estinzione degli aiuti statali a partire dal 2017.
E un fattore congiunturale che favorirà questo corso è quello relativo alla domanda
di energia, che negli ultimi dieci anni non è più cresciuta e che manterrà
questa tendenza almeno fino al 2030. Parallelamente sarà importante ricordarsi
delle rinnovabili termiche che presentano un potenziale di crescita
straordinario.
Tutti questi ragionamenti sono naturalmente inutili se non verranno realizzati
gli adeguati interventi sulla rete elettrica che, allo stato attuale, e
in modo particolare in Italia, risulta essere vetusta e insufficiente rispetto
alle esigenze di crescita. La Germania e altri nove paesi del Nord Europa si
stanno già muovendo per realizzare una super rete del Nord che si dovrà
riallacciare a una super rete del Centro Sud per compensare le fluttuazioni e
portare energia dove serve. Nel piccolo l'esempio di cui sopra dovrà portare
alla realizzazione delle smart grid a livello di singole abitazioni e
condomini.
Per realizzare questo progetto complesso c'è bisogno di mezzi, capitali e
investitori, ma come dice Arturo Lorenzoni, dell'Istituto di economia e
politica dell'energia e dell'ambiente dell'università Bocconi di Milano
"tutto ciò non manca, quello che ancora non esiste, invece, è un progetto
di lungo termine che ponga l'Italia nella stessa condizione di altri paesi,
come ad esempio la Germania, la Gran Bretagna e la Francia".
"Gli oneri in bolletta al 2020 per le energie rinnovabili" aggiunge
Lorenzoni "saranno 7 miliardi di euro (attualmente sono 2,7
miliardi ndr), un costo assolutamente accettabile se si considera quanto
spendiamo ogni anno per settori molto più prescindibili, come ad esempio il
gioco d'azzardo". E investire capitali nelle rinnovabili, attualmente, è
certamente la scelta meno azzardata che si possa fare, se è vero che in tempi
di recessione economica stiamo parlando dell'unico settore, insieme (ahimé) a
quello della criminalità organizzata, in grado di far registrare una crescita.
Fonte: nextville
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