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Due schede tecniche
relative ai dispositivi di protezione individuale degli arti superiori per uso
non medico e ai guanti medicali monouso non sterili. I requisiti generali, la
normativa tecnica, la tipologia dei guanti, i rischi e i consigli d'uso.
Le mani - così
importanti e preziose per la nostra vita - sono tra le parti del corpo più
esposte in ogni attività lavorativa, tanto che le lesioni alle mani
rappresentano quasi un terzo di tutti gli infortuni sul lavoro.
Per favorire un
miglioramento della protezione di questa parte del corpo parliamo dei
dispositivi di protezione presentando alcune schede relative alla sicurezza e
salute nei luoghi di lavoro - aggiornate al Decreto legislativo 81/2008 -
presenti sul sito dell'Azienda Ospedaliera
S.Orsola Malpighi di Bologna.
Nella "Scheda tecnica n° 20: dispositivi
di protezione individuale degli arti superiori (per uso non medico)"
- curata dal Servizio Prevenzione e Protezione dell'Azienda
ospedaliero-universitaria bolognese - si ricorda che i Dispositivi di
Protezione Individuale (DPI) degli arti superiori, sostanzialmente
costituiti da guanti, sono "dispositivi realizzati per proteggere le mani e/o
gli arti superiori da rischi:
-
meccanici
(tagli, graffi, abrasioni ecc.);
-
biologici
(schizzi, contatto con materiale biologico ecc)
-
fisici
(freddo, caldo, radiazioni, tensioni elettriche, ecc);
-
chimici (contatti con prodotti e preparati
pericolosi ecc.)".
E questi
dispositivi devono essere impiegati "quando i rischi non possono essere evitati
o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di
protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del
lavoro".
La scheda indica che i requisiti
generali e fondamentali che "devono possedere tutti i tipi di guanti
destinati alla protezione dai rischi lavorativi sono definiti nella norma UNI EN 420".
Ad esempio sono definiti:
-
i
criteri di realizzazione del guanto;
-
i
requisiti generali di innocuità, di ergonomia, di funzionalità e di pulizia;
-
le
modalità di marcatura;
-
le
informazioni da applicare a tutti i tipi guanti di protezione.
In particolare -
ricorda la scheda - è importante "prestare attenzione ai livelli prestazionali"
dei guanti e alla "confortevolezza
- ergonomia".
I livelli di
prestazione del guanto (LP), definiti per ogni tipo di rischio, "sono
rappresentati da un numero che indica una particolare categoria o intervallo di
prestazione con la quale si vanno a graduare i guanti in base alle prove di
laboratorio".
I guanti devono
"essere progettati secondo le condizioni d'impiego in modo da proteggere il più
possibile i lavoratori dai rischi derivanti dall'attività lavorativa": è "cura
del fabbricante, progettare e fabbricare guanti destinati a rischi specifici,
mentre è cura del datore di lavoro effettuare una scelta oculata del guanto
stesso in modo da ridurre il più possibile i rischi derivanti dall'attività
lavorativa". Scelta che deve avvenire basandosi sulle indicazioni contenute nel
Decreto legislativo 81/2008 e attraverso una idonea valutazione dei rischi.
Tra i guanti che possono essere utilizzati dai lavoratori vi sono:
-
guanti di protezione contro i rischi
meccanici:
devono rispettare i requisiti della UNI EN 420 e della UNI EN 388;
-
guanti di protezione contro gli agenti
chimici e i microrganismi (UNI EN 374/1/2/3): la norma citata
"fornisce i requisiti prestazionali dei guanti sottoposti all'azione degli
agenti chimici e biologici". Ad esempio fa riferimento alla penetrazione
("processo di diffusione di un prodotto chimico e/o di un microrganismo
attraverso porosità, linee di saldatura, punti di spillo o altre imperfezioni
del guanto di protezione") e la permeazione
("il tempo impiegato dal prodotto chimico per passare dalla superficie esterna
alla superficie interna al guanto; questo valore varia da 1 a 6 in funzione del
tempo di passaggio") di cui bisognerà tener conto quando si procede alla scelta
del guanto più adatto. Queste informazioni "sono riportate sul foglietto informativo
predisposto dal fabbricante e allegato al prodotto". Inoltre in fase di scelta
"oltre al tempo di permeazione, è necessario tenere conto anche del tasso di
permeazione" e del livello di degradazione ("inteso come il tempo che occorre
al materiale per perdere il 30% circa delle sue caratteristiche meccaniche
iniziali");
-
guanti di protezione contro il freddo (UNI EN 511): la
norma "si applica ai guanti che proteggono le mani dal freddo convettivo e da
contatto" e "l'efficacia della protezione termica contro il freddo e la
penetrazione dell'acqua è indicata da un codice di tre cifre";
-
guanti di protezione contro i rischi
termici
(UNI EN 407): la norma "definisce i metodi di prova, i requisiti generali, i
livelli di prestazione termica e marcatura dei guanti di protezione contro il
calore e/o fuoco" e "si applica a tutti i guanti che proteggono contro il
calore e/o fiamme in una o più delle seguenti forme: fuoco, calore per
contatto, radiante, convettivo, piccoli spruzzi o grandi proiezioni di metallo
fuso". Nel D.Lgs. 475/92 questi DPI "sono suddivisi in tre categorie in
base al grado di rischio";
-
guanti di protezione per l'utilizzo di seghe
a catena comandate a mano (UNI EN 381): la norma "specifica i
requisiti dei guanti per la resistenza al taglio mediante sega a catena". Le
seghe a catena "sono progettate per l'utilizzo con la mano destra quindi i
requisiti dei guanti dei protezione sono riferiti ai guanti per la mano
sinistra";
-
guanti di protezione isolanti per lavori
sotto tensione
(UNI EN 60903): sono previste dalla norma, "sulla base della differente
tensione di utilizzo, 6 classi di protezione determinate in funzione delle
tensioni di prova in corrente continua e alternata";
-
guanti di protezione contro le
radiazioni ionizzanti e la contaminazione radioattiva (UNI EN 421): la
norma "stabilisce i requisiti e i metodi di prova dei guanti per la protezione
da radiazioni ionizzanti e contaminazione radioattiva e i guanti devono
rispondere sia alla norma tecnica EN 421 ("per la protezione dalla
contaminazione, l'efficienza di attenuazione e l'uniformità di distribuzione
del materiale da protezione") che agli "standard stabiliti dalla norma EN 374".
Nel sito è presente
anche una "Scheda tecnica n° 27: guanti
medicali monouso non sterili" dove si indica che i guanti
medicali monouso non sterili sono "dispositivi utilizzati in ambiente sanitario
per proteggere il lavoratore da possibili infezioni e contaminazioni da
materiale biologico e da agenti chimici (es. disinfettanti)".
In particolare questi guanti, da non utilizzare nel caso sia necessario
garantire la sterilità, sono normalmente utilizzati per cateterismo venoso
periferico, prelievo venoso, endoscopia digestiva diagnostica, prelievo
arterioso, medicazioni ferite chirurgiche, intradermica, intramuscolo, pulizia dispositivi
medici, trasporto campioni biologici, ...
La scheda ricorda
che le materie prime
con i quali vengono prodotti i guanti medicali monouso sono principalmente:
-
lattice: le qualità
positive del lattice "possono spesso essere vanificate dalla possibilità di
scatenare allergie
dovute alle proteine del lattice (la cosiddetta dermatite allergica da
contatto) peraltro maggiormente possibili utilizzando guanti con polvere
lubrificate". Inoltre "va assolutamente evitato il contatto con oli, grassi e
idrocarburi (es. benzina)";
-
vinile: ha il "grande
vantaggio di presentare alti indici di protezione per acidi e basi mentre
presenta debole resistenza meccanica (facili rotture) e bassa elasticità; per
tale motivo spesso viene elasticizzato". Con scarsa resistenza alle sostanze
citotossiche, va evitato il contatto con solventi aromatici (es. toluolo) e
chetonici (es. acetone);
-
nitrile: presenta
"un'ottima resistenza all'abrasione, alla perforazione" ed ha elevata
elasticità. Tuttavia va "assolutamente evitato il contatto con solventi
chetonici (es. acetone) e acidi ossidanti (es. acido solforico, acido nitrico)"
Fonte: Puntosicuro
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