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Lanciata una campagna europea per
promuovere la manutenzione sicura: una manutenzione carente è la causa del
15-20% di tutti gli incidenti nei luoghi di lavoro. I materiali di lavoro, i
rischi degli addetti e le cinque fasi di una buona manutenzione.
La manutenzione regolare
è un elemento fondamentale per mantenere efficienza e sicurezza non solo in
attrezzature e macchinari, ma negli ambienti di lavoro più in generale. La carenza di manutenzione o la sua inadeguatezza possono essere causa di
situazioni pericolose, incidenti e problemi di salute. Per questo motivo l'EU-OSHA ha lanciato la
sua nuova campagna per il
2010/11 per promuovere una manutenzione sicura in tutta Europa.
La campagna - facente
parte della campagna "Ambienti di lavoro sani e sicuri" per rendere i luoghi di
lavoro in Europa più sicuri e più salubri - si prefigge nei prossimi due
anni di rendere gli ambienti di lavoro più sani e sicuri incoraggiando un
approccio integrato e strutturato alla manutenzione.
Ricordiamo che con la
norma europea EN 13306, la manutenzione
è intesa come la combinazione
di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali, eseguite durante il
ciclo di vita di un elemento destinate a preservarlo o a riportarlo in uno
stato in cui possa eseguire la funzione richiesta. Dunque
manutenzione è un termine generico che si può riferire a compiti "svolti in
settori molto diversi fra loro e in tutti i tipi di ambienti di lavoro".
Un'attività di questo tipo può
comprendere ispezione, collaudo, misurazione, sostituzione,
regolazione, riparazione, manutenzione, rilevazione guasti, sostituzione di
pezzi, messa a punto, lubrificazione, pulizia, ...
Ricordando tuttavia che se la manutenzione "svolge un ruolo importante
nell'eliminazione di pericoli sul luogo di lavoro e nell'offrire condizioni di
lavoro più sicure e più sane", è "un'attività ad alto rischio e deve essere
eseguita in sicurezza, adottando un'adeguata protezione per gli addetti alla
manutenzione e per le altre persone presenti sul luogo di lavoro".
Gli
incidenti correlati a
manutenzioni carenti possono dipendere per esempio:
-
da impianti elettrici difettosi (cavi, spine, apparecchiature): " scosse
elettriche e ustioni, incendi, accensione di atmosfere potenzialmente
infiammabili o esplosive";
-
da apparecchiature di sollevamento non sottoposte regolarmente a ispezioni e
manutenzione: "le catene di sollevamento sono sporche/corrose e cadono, facendo
cadere a loro volta carichi pesanti";
-
in conseguenza dell'assenza di manutenzione di superfici di lavoro, piani di
calpestio e piste di transito: "superfici irregolari, con buche, inclinate o
scivolose provocano incidenti con carrelli elevatori e fanno scivolare e
inciampare i lavoratori";
-
da polvere nell'industria del legno e nelle cave: "la manutenzione delle
attrezzature per il controllo della polvere è fondamentale in tutti i processi
che generano polvere al fine di evitare l'esposizione dei lavoratori alla
polvere". In particolare "i condotti di ventilazione devono essere sgombri da
possibili ostruzioni e devono essere riparati se danneggiati" e i filtri
"devono essere sottoposti a manutenzione regolarmente seguendo le
raccomandazioni del fabbricante".
Nella "Guida
per la campagna europea sulla manutenzione sicura" vengono
raccolti diversi esempi di incidenti relativi a problemi con la manutenzione ,
come ad esempio lo spaventoso incendio della piattaforma petrolifera Piper
Alpha nel 1988 o l'esplosione in un impianto di dicloruro di zolfo a Catenoy,
nel dipartimento francese dell'Oise, nel 2005.
Secondo questo documento "si stima che il
10-15 % degli incidenti mortali sul lavoro e il 15-20% di tutti gli incidenti
siano collegati alla manutenzione". In particolare gli "addetti
alla manutenzione sono esposti a rischi fisici, tra cui il
rumore, le vibrazioni (per esempio durante la manutenzione di strade, gallerie
e ponti), i raggi ultravioletti e le avverse condizioni atmosferiche". Ed è
possibile che attività di manutenzione possano svolgersi in luoghi di lavoro in
cui sono presenti prodotti chimici pericolosi, in spazi chiusi, con esposizione
all'amianto (per esempio durante la manutenzione di vecchi edifici o di
impianti industriali) o alla polvere, compresa la polvere di legno cancerogena.
Per non dimenticare i rischi biologici (legionella pneumophila, virus
dell'epatite A e B,...) o i rischi psicosociali, "come lo stress, derivanti dagli
effetti avversi di una inadeguata organizzazione del lavoro, oppure da orari di
lavoro troppo lunghi o sfavorevoli dal punto di vista sociale". Insomma durante
l'attività di manutenzione il rischio di incidenti è elevato.
Ad esempio tra gli addetti alla manutenzione edilizia "si registrano tassi più
elevati di morbilità e/o mortalità correlati all'esposizione all'amianto".
La campagna riguardo alla manutenzione promuove un approccio in cinque fasi:
PIANIFICAZIONE:
la manutenzione deve iniziare con un'adeguata pianificazione. In particolare i
datori di lavoro "devono effettuare una valutazione dei rischi delle attività di
manutenzione che propongono e, in tale processo, sono tenuti a coinvolgere i
lavoratori".
Sono diversi fattori da prendere in considerazione , ad esempio: l'ambito del
compito (le cose che è necessario fare e le conseguenze), le
caratteristiche della valutazione del rischio che è necessario effettuare
(individuare i rischi potenziali), gli elementi indispensabili per l'attività
(lavoratori coinvolti, ruoli, strumenti, DPI,...), il tempo e le risorse
necessari, la "comunicazione tra il personale addetto alla manutenzione, quello
addetto alla produzione e tutte le altre parti interessate". I datori devono
"far sì che i lavoratori dispongano delle competenze per svolgere i compiti
necessari, siano informati sulle procedure di lavoro sicure e sappiano come
comportarsi nelle situazioni che oltrepassano la portata della loro
formazione". Inoltre devono "curare con particolare attenzione la ‘catena di comando'
che collega tutti i partecipanti a un compito di manutenzione, nonché tutte le
procedure da utilizzare nel corso dell'attività, comprese le procedure di
segnalazione in caso di problemi. Tale aspetto è particolarmente importante
qualora la manutenzione venga svolta da subappaltatori";
RENDERE SICURA LA
ZONA DI LAVORO: è la fase di applicazione delle procedure
elaborate nel corso della fase di pianificazione. In questa fase è necessario
"mettere in sicurezza la zona di lavoro (impedire per esempio l'accesso a
persone non autorizzate installando barriere o segnali)". La zona di lavoro deve
essere tenuta "pulita e sicura" (chiudere a chiave i punti di accesso
all'energia elettrica, mettere in sicurezza le parti mobili dei macchinari,
instaurare un sistema di ventilazione provvisorio e tracciare percorsi sicuri
per l'entrata e l'uscita dei lavoratori dalla zona di lavoro,...). In particolare
"i macchinari devono recare tabelle di avvertimento indicanti la data e l'ora
in cui sono stati chiusi a chiave, nonché il nome della persona autorizzata ad
aprire la serratura; in tal modo, la sicurezza del lavoratore che effettua la manutenzione
del macchinario non sarà messa a repentaglio dalla possibilità che un altro
lavoratore lo avvii inavvertitamente". E se possibile, "le protezioni devono
essere progettate in modo da consentire lo svolgimento delle operazioni di
manutenzione secondaria sui macchinari senza rimuovere l'apparato di
protezione": se è necessario rimuoverlo o disattivarlo, si dovranno seguire
procedure di esclusione;
USARE ATTREZZATURE
ADATTE: i lavoratori partecipanti ai compiti di manutenzione
"devono essere muniti di strumenti e attrezzature adatti, in qualche caso
differenti da quelli che utilizzano di consueto" e visto che si possono trovare
esposti a diversi rischi, devono essere anche muniti di adeguate attrezzature
di protezione individuale (ad esempio "i lavoratori addetti alla pulizia o alla
sostituzione dei filtri in un sistema di ventilazione ad estrazione possono
trovarsi esposti a concentrazioni di polvere assai più alte di quelle
normalmente presenti in un determinato ambiente di lavoro");
LAVORARE SECONDO LA
PIANIFICAZIONE EFFETTUATA: purtroppo capita spesso che la
manutenzione venga effettuata "sotto l'incalzare di tempi assai stretti, come
avviene per esempio quando un guasto ha arrestato il processo produttivo". Tuttavia
è necessario "seguire
il piano di lavoro anche quando il tempo incalza: le
scorciatoie possono rivelarsi costosissime, qualora provochino incidenti,
ferite o danni alle cose";
EFFETTUARE CONTROLLI FINALI:
il processo deve concludersi "con controlli che garantiscano il completamento
del lavoro, le condizioni di sicurezza dell'oggetto sottoposto a manutenzione e
lo smaltimento di tutto il materiale di scarto generato nel corso del processo
di manutenzione". La fase finale comprende poi la stesura di una "relazione che
descriva il lavoro svolto e includa commenti sulle difficoltà eventualmente
presentatesi, oltre a raccomandazioni per il miglioramento".
Fonte: Puntosicuro
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